I fiorentini la chiamano semplicemente "di là d'Arno": la parte di città sulla riva sinistra del fiume, fra il Ponte Vecchio e le mura di San Frediano. Qui le strade sono più strette, le piazze più raccolte, e nelle vie laterali si sentono ancora i rumori delle botteghe. Dall'Appartamento di Charme basta attraversare il Ponte alla Carraia, a pochi minuti da casa, per trovarsi dall'altra parte.
La Basilica di Santo Spirito
La facciata è un muro liscio e chiaro, senza decorazioni, e chi la vede per la prima volta pensa di aver sbagliato chiesa. L'interno invece è uno dei grandi spazi del Rinascimento: il progetto è di Filippo Brunelleschi, che morì quando i lavori erano appena iniziati, e fu portato avanti dopo di lui. Le colonne in pietra serena, le cappelle tutte uguali lungo il perimetro, la luce che entra dall'alto: è architettura fatta di proporzioni, più che di ornamenti.
Nella sagrestia è conservato un Crocifisso in legno attribuito a Michelangelo giovanissimo. Secondo la tradizione lo scolpì per il priore del convento, che in cambio gli permise di studiare l'anatomia sui corpi dell'ospedale annesso. Nelle cappelle laterali ci sono opere di Filippino Lippi e di altri maestri del Quattrocento.
Fuori, la piazza è il salotto del quartiere: panchine all'ombra degli alberi, una fontana, la gente che la mattina passa per il mercato e la sera si ferma sugli scalini della chiesa. Dall'appartamento sono circa diciassette minuti a piedi.
San Frediano e la Cappella Brancacci
Proseguendo verso ovest si entra in San Frediano, il quartiere che Vasco Pratolini raccontò nel romanzo Le ragazze di San Frediano. Era la zona dei lavoratori e degli artigiani, e ne ha conservato molto: le case basse, le strade dritte, i piccoli laboratori al piano terra.
In piazza del Carmine si trova la chiesa di Santa Maria del Carmine, che custodisce la Cappella Brancacci. Gli affreschi con le storie di San Pietro furono iniziati da Masolino e Masaccio negli anni Venti del Quattrocento e completati decenni dopo da Filippino Lippi. La Cacciata dei progenitori dal Paradiso terrestre di Masaccio, con Adamo ed Eva piegati dal dolore, è una delle immagini che hanno cambiato la pittura europea: generazioni di artisti, Michelangelo compreso, vennero qui a copiarla.
Alla fine del quartiere c'è Porta San Frediano, una delle porte meglio conservate della cinta muraria, con il grande portone in legno ancora al suo posto.
Le botteghe artigiane
L'Oltrarno è da secoli il quartiere dei mestieri. Camminando senza meta nelle vie fra Santo Spirito e San Frediano vedrete doratori che lavorano la foglia d'oro sulle cornici, restauratori di mobili, corniciai, rilegatori, liutai, laboratori di pelletteria e di gioielli fatti a mano. Molti lavorano a porta aperta, e se entrate con rispetto e un po' di curiosità è facile che vi raccontino cosa stanno facendo.
Via Maggio, la strada che dal Ponte Santa Trinita porta verso Palazzo Pitti, è invece la via degli antiquari, con palazzi signorili e vetrine di mobili antichi. Il contrasto con le vie più popolari di San Frediano, a pochi passi, dice molto di come il quartiere tenga insieme mondi diversi.
Un giro possibile
Partite la mattina, attraversate il Ponte alla Carraia e andate prima al Carmine per la Cappella Brancacci. Poi spostatevi a Santo Spirito, passando per le vie delle botteghe, e fermatevi in piazza per pranzo. Nel pomeriggio si può salire verso Palazzo Pitti o proseguire fino al Ponte Vecchio e rientrare lungo l'Arno.
La sera l'Oltrarno si anima, soprattutto intorno a Santo Spirito. Tornando verso casa si riattraversa il fiume e in una decina di minuti si è di nuovo in Via di Santa Lucia.
Di là d'Arno, a un ponte da casa
Dall'Appartamento di Charme l'Oltrarno si raggiunge a piedi attraversando il Ponte alla Carraia: comodo per le botteghe di giorno e per Santo Spirito la sera.