La vasca dell'Isolotto nel Giardino di Boboli
La vasca dell'Isolotto nel Giardino di Boboli · foto: Armin Kleiner · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Attraversato l'Arno, salendo da via Guicciardini, a un certo punto la strada si apre su una piazza in pendenza dominata da una facciata lunghissima in bugnato di pietra. È Palazzo Pitti, e dietro di lui si stende il Giardino di Boboli, che sale lungo la collina. Dall'Appartamento di Charme sono circa diciannove minuti a piedi.

Da casa di un banchiere a reggia

Il palazzo fu costruito a metà del Quattrocento dal banchiere Luca Pitti, che voleva una residenza capace di rivaleggiare con quelle dei Medici. Meno di un secolo dopo, però, la famiglia era in difficoltà, e fu proprio una Medici a comprarlo: Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I. Da allora il palazzo divenne la residenza dei granduchi e fu ingrandito più volte. Bartolomeo Ammannati costruì il grande cortile interno, e nei secoli successivi furono aggiunte le ali laterali.

Dopo i Medici arrivarono i Lorena, e negli anni di Firenze Capitale il palazzo fu residenza dei Savoia. Oggi ospita diversi musei, che fanno parte delle Gallerie degli Uffizi.

I musei del palazzo

Il più noto è la Galleria Palatina, al primo piano: sale sontuose con soffitti affrescati e quadri appesi fitti alle pareti, come si usava nelle collezioni private di un tempo. Qui si trovano opere di Raffaello, fra cui la Madonna della Seggiola e La Velata, e di Tiziano, Rubens, Andrea del Sarto. Accanto ci sono gli Appartamenti Reali, dove si vede come vivevano i sovrani fra Settecento e Ottocento.

Al piano superiore c'è la Galleria d'arte moderna, dedicata soprattutto alla pittura italiana dell'Ottocento, con una sezione importante sui Macchiaioli. Al piano terra il Tesoro dei Granduchi raccoglie gioielli, argenti e oggetti preziosi delle collezioni medicee, mentre il Museo della Moda e del Costume racconta l'abbigliamento dal Settecento ai giorni nostri.

Il Giardino di Boboli

Il giardino fu voluto dai Medici subito dopo l'acquisto del palazzo e divenne un modello per i giardini delle corti europee: il cosiddetto giardino all'italiana, con viali prospettici, siepi potate, statue e fontane disposte come su un palcoscenico all'aperto.

Appena dietro il palazzo c'è l'anfiteatro, con al centro un obelisco egizio e una grande vasca di granito. Salendo si arriva alla Fontana del Nettuno e poi al Giardino del Cavaliere, in alto, da cui si vede la campagna verso le colline. Da lì parte anche il Viottolone, il lungo viale in discesa fiancheggiato da cipressi e statue che porta fino alla vasca dell'Isolotto, con la sua isola e la fontana al centro.

Vicino all'ingresso non perdete la Grotta Grande, detta del Buontalenti dall'architetto che la completò: stalattiti finte, animali scolpiti e affreschi che fanno sembrare le pareti roccia viva. Poco più in là, la Fontana del Bacchino mostra il nano di corte Morgante seduto su una tartaruga.

Nella parte alta, dentro il Giardino del Cavaliere, si trova il Museo delle Porcellane, con servizi da tavola delle manifatture europee usati a corte. Appena oltre le mura del giardino si alza il Forte di Belvedere, la fortezza fatta costruire alla fine del Cinquecento da Ferdinando I su progetto di Bernardo Buontalenti: dalla sua spianata, quando è aperta, si ha una delle viste più ampie sulla città.

Da sapere: Palazzo Pitti e Boboli hanno biglietti separati o combinati, e in certi periodi esistono formule che li uniscono agli Uffizi. Orari, giorni di chiusura e tariffe cambiano con le stagioni: verificate sul sito ufficiale delle Gallerie degli Uffizi.

Come organizzare la giornata

Palazzo e giardino insieme richiedono una giornata intera. Se dovete scegliere, pensate alla stagione: con il caldo il giardino va fatto la mattina presto, perché le salite sono esposte al sole e l'ombra non è ovunque; in inverno si può fare l'inverso, musei la mattina e giardino nelle ore più tiepide.

Portate acqua e scarpe comode, perché Boboli è tutto in pendenza e i viali sono di ghiaia. Uscendo, potete scendere verso l'Oltrarno e Santo Spirito, oppure tornare verso il Ponte Vecchio e rientrare a casa lungo i lungarni.

Boboli la mattina, il balcone la sera

Dall'Appartamento di Charme a Palazzo Pitti sono diciannove minuti a piedi. Dopo una giornata fra musei e viali in salita, la casa è lì per riposare.